WF. Tra propaganda e carta unta #NOwaterfront

Pubblicato: 3 agosto 2015 in Ambiente, Grandi Opere, Porto
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Il processo di ristrutturazione e riverginazione della giunta Zubbani, iniziato con il rimpasto post regionali, torna a giocare la carta waterfront. Non è bastato il fallimento -prevedibile- sui bandi europei che rese evidente la natura propagandistica del progetto sul fronte mare, già a suo tempo, quando wf fu front image della campagna elettorale zubbaniana. Ci risiamo, si estrae la stessa carta anche oggi, a finitura del rimaquillage di una giunta incapace di garantire la sicurezza del territorio che amministra -alluvioni, asili che cadono in testa ai bambini, scuole in condizioni strutturali inaccettabili, teatri sigillati dalla procura, biblioteche chiuse o inefficienti- e che si concentra su ciò che sa fare meglio: gettare fumo negli occhi dei meno critici, profetizzando scenari di ripresa nel terziario da Costa Azzurra, con il solo scopo reale di ristabilire equilibri di potere tra i poli che si spartiscono il controllo e lo sfruttamento del territorio e delle sue risorse.

Lontani da ogni concetto di salvaguardia del bene comune, i soldati della maggioranza, guidati dal comandante Zubbani, rilanciano il piano che vedrà realizzato il nuovo assetto stradale a favore della collaborazione pignone-gorgongas, il nuovo pennello sul Carrione per l’ampliamento del porto industriale e la piantumazione di qualche albero sul viale a mare (realisticamente ancora non cantierabili e quindi non realizzabili gli altri lotti, motivo per cui wf non ottenne il finanziamento europeo qualche anno fa).
Ancora l’interesse privato, il profitto di pochi, passa avanti al bene collettivo, alla sicurezza. Si allunga la foce del Carrione consapevoli del tappo generato da questo tipo di intervento e delle conseguenze che avrebbe sulla già inaccettabile situazione attuale rispetto al rischio alluvioni.
Non è un caso che siano proprio i privati a finanziare questo progetto e di certo non perché colpiti da improvviso e generoso eccesso di mecenatismo. Del resto, abbiamo tutti sotto gli occhi la situazione dei nuovi cantieri apuania, dove il generoso investimento di un privato, al quale l’amministrazione ha concesso deroghe e privilegi in cambio di promesse di sviluppo occupazionale, ha portato a licenziamenti, mobilità, cassintegrazione e riduzione in schiavitù di 40 operai che, da due anni, passano le loro giornate chiusi dentro un capannone inattivo aspettando che trascorrano le otto ore.
Che dire poi delle contraddizioni di un reggente che parla di investire sul turismo e, lo stesso giorno, emana un’ordinanza contro la movida della marina e del centro storico, a diretta conferma di quanto queste attività disturbino la realizzazione del disegno politico del re che vuole trasformata la nostra città in un distretto minerario/industriale dove gli unici ammortizzatori sociali siano alcool e droga (16000 sono gli iscritti al cert) e le uniche attività di promozione turistica siano eventi di bassissima caratura come mw2015 o le “mostre” private organizzate dai baroni del marmo.

Dall’altra parte c’è chi questo territorio lo abita, c’è chi qui ha le proprie radici, c’è chi è arrivato qui per costruirsi un futuro migliore, chi ama le nostre montagne, chi il mare; c’è chi lavora da anni per garantire un futuro ai propri figli, c’è chi ha perso la casa e chi il lavoro a causa delle alluvioni, chi a causa di progetti scellerati di questa e di precedenti amministrazioni; c’è chi non riesce ad avere cure adeguate, chi non può permettersi il nido per i figli; c’è chi non trova occasioni di integrazione culturale e sociale.
Dall’altra parte ci siamo anche noi. Dall’altra parte c’è Harlock.

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Autorità portuale Carrara: Presentazione del progetto del nuovo Waterfront

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