Archivio per la categoria ‘NoTav’

Una 4 giorni che ha visto alternare momenti di discussione e messa in discussione dei sistemi di governance dei territori e della gestione di quei beni (così definiti) comuni, a momenti di festa come domenica 8 con il gruppo Rap Assalti Frontali schierato dalla parte dei cittadini e delle cittadine che un anno fa assediarono il Comune di Carrara con la prospettiva della sperimentazione di un modello di autogestione del territorio dal basso. 

Autorganizzazione, riappropiazione e conflitto sono stati i temi toccati in questi lunghi e faticosissimi quanto soddisfacenti e promettentigiorni, insieme a tanti ospiti e con una partecipazione che ha fatto sentire la presenza di una comunità solidale.

Molti gli ospiti che hanno partecipato e contri6-11-15buito alle discussioni. #TerraNostra da Casoria (NA), insieme al Terzo valico #NoTav e allo scrittore Giulio Milani, hanno raccontato come, dal nord a sud Italia, il problema della devastazione ambientale spesso trova nei soliti nomi gli autori dei vari scempi perpretati da Stato e Mafie (che spesso sono la solita cosa). “La Mafia è lo pseudonimo del Capitalismo armato”, sosteneva un compagno venerdì sera, “gli stessi che hanno inquinato saranno quelli che vinceranno gli appalti per le bonifiche e ci avranno guadagnato due volte”. Si è parlato della dignità delle comunità in lotta presso i cantieri del Terzo Valico: “un metro di Tav non vale la vita nè la dignità di nessuno”. Tra i presenti molti carraresi ma anche volti “fuori provincia” che ci fanno sperare nella possibilità e nell’efficacia di fare rete fra territori limitrofi e non.
IMG_0849Presenti #RiMaflow da Trezzano sul Naviglio, ospite nell’ultima giornata, e Casa Rossa Occupata di Massa che, dalla nascita del collettivo Harlock, è sempre stato uno degi maggiori interlocutori sulle lotte del territorio e proprio in quest’ultimo periodo si trova a contrastare l’ennesima cementificazione selvaggia in nome di un profitto che va a discapito di molti; i gruppi Ultras organizzati che nelle loro forze ci sono stati sempre vicini e gli amici e amiche del Circolo dei Baccanali, sempre pronti a dare spazio e solidarietà alle iniziative dal basso. Gli stessi #AssaltiFrontali che hanno intervallato il loro RAP Militante a interventi a sostegno delle nostre lotte al grido di una “Carrara meticcia!” che speriamo di rivedere presto riempire le piazze.
Nota dolente, le continue difficoltà della burocrazia che ci portano a chiederci come sia possibile che far sparire centinaia di milioni di euro dalle casse degli enti pubblici sia più semplice che ottenere un’autorizzazione per un’iniziativa popolare nella piazza del municipio.

Nonostante il boicotaggio da parte di “qualcuno” non si è fermato il sole!!!

Usciamo da questa 4 giorni stanchi ma felici, consapevoli del fatto che siamo riusciti a parlare ad una fetta della città che ha deciso di non restare più sorda, che ha deciso da che parte stare. Felici di aver portato nella Sala della #Resistenza le lotte di Alessandria e Napoli, felici della solidarietà fra comunità diverse che si è incontrata a Carrara.
Continueremo a lottare, continueremo a restare e non scappare dalla nostra città, perchè questo è il NOSTRO postoun posto occupato da troppo tempo da chi non lo ama ma lo sfrutta e lo sfrutta ed è per questo che continueremo ad organizzare le rivolte!!!!
” Dovunque vorremo andare andremo, una nave è questo in realtà. Non è solo una chiglia, con uno scafo e un pontile, sì, la nave è fatta così, ma ciò che una nave è…ciò che la Perla Nera è in realtà…è libertà “.

Collettivo Harlock invita a partecipare

alla quattro giorni di iniziative che si terrà a Carrara dal 5 all’ 8 Novembre prossimi in occasione delle giornate di anniversario dell’evento alluvionale del 2014.

Con l’occasione invitiamo, tutt* i soggetti interessati, ad aderire alla piattaforma che segue riguardo la difesa dei territori allo scopo di stimolare nel nostro Comune la discussione fra gruppi, associazioni e soggetti che si occupino di beni comuni e territorio.

(il programma sarà passibile di piccole modifiche in caso di necessità)

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A difesa del territorio: fra resistenza e autorganizzazione

Partendo dal concetto di territorio come insieme di aspetti complessi, fisici e non, e in particolare, quel sistema di relazioni socio-economiche che sono biunivocamente prodotto e generatore del territorio stesso, cogliamo un’opportunità di legittimazione rispetto a pratiche di appropriazione e autorganizzazione agite dai movimenti di lotta, dal momento in cui l’abitante e le dinamiche di relazione che questo agisce nel luogo che abita, possono essere individuate come parte integrante del sistema territoriale stesso. Vale a dire che il territorio si definisce come esito della strutturazione dello spazio da parte della società che lo abita (e non del potere che lo governa), riconoscendo a questo la dignità di diaframma fra luogo fisico e spazio culturale, simbolico, economico, inscindibile dai supporti materiali così come dalle diverse forme di appropriazione succedute nel tempo.

Se lo strumento del potere è quello che si definisce nella competenza di governo del territorio, è vero anche che gli strumenti dell’abitante sono quelli della resistenza e dell’autorganizzazione che sono parte integrante del concetto stesso di territorio poiché caratteristica intrinseca la prima, in quanto resistenza alla trasformazione, e motore di dinamiche tra abitanti e territorio, la seconda. Gli atti di trasformazione violenta del territorio da parte del governo sono sempre più espressione del paradigma della grande opera: l’alta velocità, expo, città olimpiche, il mercato crocieristico, per citare i più famosi esempi, ma anche le opere di stoccaggio di rifiuti tossico-nocivi, lo sfruttamento delle risorse, la sovra-infrastrutturazione in generale (comprendendo in questa cementificazione e speculazione). Queste trasformazioni sono caratterizzate dall’assenza di relazione a piccola scala, generate da quelle dinamiche globali che poco o nulla hanno a che vedere con chi abita i territori. Infatti avvengono in modo violento e repentino e generano quelle che noi riteniamo legittime pratiche di autorganizzazione, manifestazioni della resistenza a tali trasformazioni da parte degli abitanti. Senza resistenza alle trasformazioni il territorio e la società stessa sarebbero elementi molli, inconsistenti.

Parliamo quindi di difesa dei territori riconoscendo il ruolo fondamentale delle pratiche di conflitto e di resistenza alle trasformazioni in generale e riconosciamo ancor più legittimità e diritto a quelle realtà di autorganizzazione che si verificano la dove la resistenza si oppone a trasformazioni violente.

Gli aspetti che riteniamo fondamentali sono due. – In primo luogo la ferma condanna di tutte quelle operazioni riconducibili al paradigma della grande opera e quindi caratterizzate da sfruttamento delle risorse a discapito del bene collettivo e per il profitto di pochi; legami tra classe politica, classe imprenditoriale e organizzazioni mafiose; cementificazione; produzione di debito; destrutturazione dei diritti del lavoro, precarizzazione e ricatto occupazionale; conseguenze sulla salute della persona.

– In secondo luogo riconoscere nelle pratiche di autorganizzazione il motore delle trasformazioni coerenti del territorio, capaci di generare ancora relazioni e ricadute positive, sia per quanto riguarda i rapporti sociali, sia per quanto riguarda la produzione di reddito. Inoltre riconosciamo nelle realtà autorganizzate la capacità di produrre relazioni persistenti tra luoghi fisici e luoghi culturali che divengono identitarie e significanti, quindi strumento di appropriazione e di espansione di spazi di agibilità prossimi ad essere rivendicati come diritti.

In questo processo si distingue la possibilità e la necessità di ribaltare la dinamica induttiva che oggi è alla base del governo del territorio in una dinamica deduttiva che prenda in considerazione le esperienze e le pratiche di autorganizzazione radicate – anche e soprattutto la dove si manifestino a corollario di lotte per la difesa dei territori da processi di sfruttamento, distruzione e speculazione – come esperienze reali e spontanee, espressioni della volontà di chi abita i territori e di reale e diretto esercizio della sovranità popolare.

Di conseguenza condanniamo invece ogni utilizzo di strumenti repressivi di quelle realtà di conflitto in quanto strumenti di soffocamento dell’esercizio dei propri diritti e della libertà di espressione.

Apriamo il dibattito su questi temi in occasione delle 4 giornate dal 5 all’8 novembre 2015 in cui Carrara ospiterà iniziative diffuse sul territorio, in memoria dell’ultimo evento alluvionale e della conseguente presa del Comune da parte delle abitanti e degli abitanti.

Vogliamo andare oltre l’aspetto commemorativo, dedicando la 4 giorni al tema della difesa dei territori e dell’autorganizzazione, unendo esperienze di lotta e analizzando quegli aspetti di cattiva gestione e di distruzione del territorio che accomunano le diverse realtà e ci auguriamo di poter promuovere, assieme a tutti i soggetti che interverranno e parteciperanno (o vorranno in futuro partecipare), un progetto di rete nazionale per la difesa dei territori come strumento attraverso il quale agire in modo solidale, diffondere informazioni e costruire progettualità condivise.

Invitiamo tutti e tutte, gruppi, associazioni e indipendenti impegnati in progetti di autorganizzazione, lotta e resistenza contro Grandi Opere e sfruttamento e in difesa dei beni comuni, come ambiente, casa, lavoro e salute, a partecipare alle iniziative che si chiuderanno l’otto Novembre con una Assemblea allargata in cui tutt* avranno la possibilità di intervenire condividendo le proprie esperienze e i propri punti di vista. ___________________________________________________________________________________________

A seguire il programma delle iniziative della 4 giorni.

A difesa del territorio: fra resistenza e autorganizzazione

  • Giovedì 5 Novembre, ore 18:00. Piazza Menconi, Marina di Carrara. PER NON DIMENTICARE: serata in memoria dell’alluvione con banchetto informativo, vin brulèe, spettacolo teatrale e Lancio delle lanterne.
  • Venerdì 6 Novembre, ore 18:00. Sala della Resistenza, Comune di Carrara. LA DIFESA DEL TERRITORIO: RESISTENZA E AUTORGANIZZAZIONE (a cura di Collettivo Harlock) Interverranno: Giulio Milani, presentazione del libro “La Terra Bianca” Movimento NoTav terzo valico Terra Nostra Occupata, Casoria (NA) Collettivo Harlock
  • Sabato 7 Novembre, ore 13.00. Visita alle cave di Carrara e merenda
  • Domenica 8 Novembre, dalle ore 16:00. Piazza 2 Giugno, Comune di Carrara. Assemblea conclusiva e ASSALTI FRONTALI LIVE. questa giornata vuole essere un’occasione di festa e di incontro per la città tutta.

sole_baleno

Era sabato anche il giorno in cui Maria Soledad Rosas (detta Sole) veniva trovata impiccata nella comunità “Sottoiponti” di Bene Vagienna, dove stava scontando gli arresti domiciliari in attesa di giudizio. Il suo compagno, Edoardo Massari (Baleno), si era impiccato il 28 marzo nel carcere delle Vallette di Torino, tre settimane dopo il loro arresto assieme a Silvano Pelissero.

Erano accusati dal pm Laudi di essere gli autori di alcuni attentati avvenuti in Val Susa contro i primi cantieri del Treno ad Alta Velocità. Sole e Baleno sono le prime vittime della TAV.

L’accusa è di “associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico”.

I media si piegano nel loro quotidiano servilismo al potere e inscenano una squallida gogna mediatica volta alla criminalizzazione dei movimenti delle occupazioni torinesi e del nascente movimento NO TAV.

Silvano viene processato in primo, secondo e terzo grado e sarà libero soltanto dopo quattro anni di carcere (marzo 2002), quando una sentenza della cassazione riconosce l’inconsistenza delle prove in relazione alle finalità eversivo-terroristiche dei reati che gli erano stati contestati. E l’accusa più grave cade, portando la pena di Silvano a 3 anni e 10 mesi.

Oggi, 17 anni dopo, ricordiamo Sole, suicidata dallo stato.

“Ci vogliono morti
perché siamo i loro nemici
e non sanno che farsene di noi
perché non siamo i loro schiavi”

Maria Soledad Rosas (Sole)
Buenos Aires, 23 maggio 1974 – Bene Vagienna, 11 luglio 1999

IERI, ORA E SEMPRE #NOTAV!

Domani 27 Maggio si concluderà il processo a carico di Francesco, Lucio e Graziano, accusati di aver preso parte ad un sabotaggio al cantiere di Chiomonte nella notte tra il 13 e il 14 Maggio 2013. Le accuse sono di “danneggiamento a mezzo di incendio, violenza contro pubblico ufficiale, detenzione e trasporto di armi da guerra”. Domani verrà letta la sentenza.

Con queste parole, desideriamo esprimere tutta la nostra solidarietà e complicità e invitiamo tutti a sottoscrivere e ricondividere. La solidarietà è un’arma!

Siamo tutt* NOTAV!notav

Vicini a tutte le battaglie che vedono al centro la difesa e la riappropriazione del territorio, vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà a chi viene colpito dalla repressione per la lotta in tutela e a salvaguardia dell’ambiente e della montagna contro quella inutile, dannosa, grande opera che devasta il territorio con spreco senza precedenti di risorse pubbliche che è la TAV.

Noi siamo e saremo sempre solidali verso coloro che hanno rischiato e rischiano la propria vita e la propria libertà difendendo con tenacia e passione il proprio territorio dalla speculazione, battendosi a testa alta, con coraggio e con ogni mezzo necessario.

Vogliamo gridare da Carrara a Lucio, Francesco e Graziano la massima solidarietà e complicità: fuori dalle carceri, fuori dai tribunali, a chilometri di distanza, ascoltiamo ciò che spinge il vostro cuore e la vostra mano, “troppo grande per stare tra le mura di quest’aula o tra i commi del codice penale”.

E’ impossibile fermare una lotta che non solo resiste da anni, ma che è un vero esempio e un punto di riferimento per tutt* coloro che lottano contro le politiche di speculazione, austerità, di distruzione dell’ambiente e le ingiustizie sociali.

A nulla sono valsi i tentativi di indebolire, intimidire e fermare la lotta NOTAV: la Valle di Susa ha subito la militarizzazione del territorio e l’istituzione delle zone rosse e la repressione messa in atto dal potere ha colpito a suon di denunce, arresti, condanne spropositate.

I NOTAV però non si sono mai piegati. La repressione di stato non è stata in grado di frenare l’incessante voglia di lottare contro l’esistenza del cantiere Tav, che continua ad essere inutile e dannoso.

Siamo coscienti e certi che nessuna forma di repressione, né alcuna vendetta di stato fermeranno 25 anni di battaglie.

Ai detenuti, ai condannati, a tutti i compagni e a tutte le compagne della lotta NOTAV perseguitate/i dall’azione delle forze repressive della magistratura va la nostra più convinta e totale solidarietà.
FRANCESCO, LUCIO E GRAZIANO LIBERI SUBITO! NOTAV LIBERI!
Vogliamo vedere il cantiere Tav chiuso, vuoto e restituito alla montagna.

“Quella notte c’eravamo tutti”