Je suis Giulio Milani

Pubblicato: 26 agosto 2015 in Ambiente, Cave, Grandi Opere, Sociale, Solidarietà
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Quanta indignazione quando vengono colpite satira e diritto alla critica da parte della classe politica, quanta rapidità ad esprimere la propria solidarietà quando fa comodo saltare sul carro del consenso “facile”, come nel caso Charlie Hebdo, quando ci si deve esprimere contro un nemico universalmente (e ad oggi nemmeno più tanto, visti gli episodi in Turchia) riconosciuto tale, come il fondamentalismo islamico.

Quanta contraddizione invece quando ad essere oggetto d’accusa e d’indagine è un esponente del partito di “maggioranza” e chi si esprime è un membro della società indignato di ciò che gli succede intorno.

È il caso che vede attori Giulio Milani e Loris Rossetti.

Colpevole, il primo, di aver scoperchiato, con una pubblicazione di tutto rispetto e della quale lo ringraziamo infinitamente, molte delle trame che si intrecciano tra mondo dell’escavazione, monocultura del marmo, PIT a firma Marson e ancora mafia, grandi opere, sicurezza del territorio. Colpevole in particolare di aver ribadito le parole della stessa Marson che accusavano Loris Rossetti (ex sindaco di Fivizzano) di essere a capo di una delle lobbies che hanno assaltato il PIT a fini di tutela di profitti privati.

Colpevole, il secondo di rispondere a quelle dichiarazioni, non con la difesa della libertà di critica, né con dichiarazioni in sua discolpa, ma con la vile minaccia di querela: uno strumento di repressione e di intimidazione che tutto rappresenta meno che la disponibilità al dialogo.

In un territorio martoriato, da un lato, da una classe imprenditoriale che cura solo il proprio profitto e, dall’altro, da chi governa grazie a rapporti clientelari e tutela interessi di pochi a discapito del bene comune, facendo delle grandi opere il modello di sviluppo trainante della nostra “economia” e delle politiche di una certa classe dirigente sempre più proiettata alla gestione di una azienda ( in fallimento) e meno di un paese dove, per prima cosa, vengono smantellati sanità, istruzione e sociale, spesso e volentieri contrastati da un esule filo di voce di ciò che resta dei sindacati ( ad oggi la sola Cgil è in calo di 70.000 tessere).
In un territorio dove la DIA registra infiltrazioni di famiglie mafiose nella classe dirigente, dove la popolazione fa i conti con una alluvione l’anno, dove la disoccupazione è una piaga dalle percentuali più alte in Italia, dove compaiono strade pagate dai cittadini ad uso e consumo degli industriali del marmo, dove si sventolano progetti fantascientifici mentre crollano gli argini di un torrente; penne e voci come quella di Giulio Milani sono fondamentali strumenti di resistenza e di opposizione alla distruzione dei diritti fondamentali come casa, lavoro, sicurezza e paesaggio.

Noi siamo contro l’arma della repressione, siamo contro l’uso vile della minaccia per mettere a tacere il dissenso.
Noi ci riteniamo complici e solidali!
ogni qual volta viene posta in discussione una determinata libertà, è la libertà stessa in discussione

Pubblichiamo qui l’intervista “Incontri con la bellezza” in cui Giulio presenta la sua ultima pubblicazione “La terra bianca”.

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