Se verrà la guerra…

Pubblicato: 13 gennaio 2016 in Senza categoria

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Isis, Medio Oriente e Europa in tre incontri a Carrara

 

Un ciclo di incontri con giornalisti, esperti, testimoni diretti dei conflitti in Medio Oriente per capire cosa è l’Isis, chi lo finanzia, chi lo combatte, cosa sta succedendo in Turchia, in Siria e infine le conseguenze di tutto questo in Europa, in termini di migrazioni, frontiere, politiche di controllo e repressione. È “Se verrà la guerra”, iniziativa promossa da Anpi Massa Carrara, Arci Massa Carrara, Filctem Cgil Massa Carrara, Funzione Pubblica Cgil Massa Carrara, Rifondazione comunista Massa Carrara, Areaglobale, Csoa Casa Rossa, Collettivo Harlock e Coordinamento toscano per il Kurdistan e che prenderà vita nella biblioteca civica di Carrara a partire dal 16 gennaio, una data non proprio casuale.

Era il 16 gennaio del 1991, infatti, quando gli Usa sganciarono le prime bombe sull’Iraq dando inizio con la guerra del Golfo a un conflitto permanente che si trascina fino ad oggi, 25 anni dopo, e di cui la strage di Parigi rappresenta solo la punta di un iceberg. Siria, Iraq, Kurdistan, Libia, Palestina, oggi sono solo alcuni dei tanti teatri di un conflitto che ci riguarda direttamente.

Durante gli incontri quindi si parlerà proprio di questo: del Medio Oriente, del terrorismo islamico, del popolo curdo, dei profughi, delle frontiere e delle politiche europee. Ci saranno relatori come Gabriele Proglio, docente presso l’Università di Tunisi El Manar, Alessandro De Pascale, reporter di guerra e scrittore, Ferat Ak, dell’ufficio d’informazione del Kurdistan in Italia, Marco Rovelli, scrittore e musicista, Youssef Sbai, vicepresidente dell’Unione delle comunità islamiche d’Italia, Felice Mometti, collaboratore de Il Manifesto, e molti altri.

L’iniziativa partirà, appunto, sabato 16 gennaio con il primo incontro: “Il Medio Oriente al tempo dell’Isis”, a cui parteciperanno: De Pascale, Proglio e Maurizio Brotini, segretario confederale Cgil Toscana (modererà Luca Galassi, giornalista e documentarista). Si parlerà della nascita e evoluzione dello Stato islamico, del conflitto ideologico tra sunniti e sciiti, del vuoto di potere lasciato in Iraq dopo il ritiro degli Usa, degli wahabiti-salafiti sauditi nel sostegno ideologico e finanziario al Califfo, e inevitabilmente del conflitto siriano.

Il sabato seguente, il 23 gennaio, con “L’opzione curda tra resistenza e autonomia” si parlerà della resistenza di questo popolo, famoso per le sue guerrigliere che continuano a guadagnare terreno contro l’Isis nel Rojava, nord-est della Siria, mentre in Turchia devono difendersi da un vero e proprio massacro. Un popolo che nonostante questi attacchi, all’insaputa del resto del mondo, sta portando avanti un nuovo modello di società: il confederalismo democratico basato su autonomia, pluralismo politico, ecologia e parità di genere. Interverranno Ferat Ak, Marco Rovelli e Martina Bianchi della Rete Kurdistan Italia e dottoranda di ricerca presso il dipartimento di Scienze giuridiche dell’università di Pisa (modererà Melania Carnevali, giornalista).

Il 30 gennaio, infine, prenderà vita il terzo e ultimo incontro: “Restiamo umani. Politiche europee tra controllo e repressione”, dove si parlerà di profughi, frontiere e politiche europee con Youssef Sbai, Felice Mometti e Paolo La Valle, collaboratore di Giap, rivista on line del progetto Wu Ming Foundation (modererà Matteo Bartolini, presidente provinciale dell’Arci).

Gli incontri inizieranno tutti alle 17.

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